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RECENSIONE FILM NEVERLAND UN SOGNO PER LA VITA FINDING NEVERLAND

FINDING NEVERLAND ANNO: Gran Bretagna / U.S.A. 2004

GENERE: Drammatico

REGIA: Marc Forster

CAST: Johnny Depp, Kate Winslet, Dustin Hoffman, Julie Christie, Nick Roud, Radha Mitchell, Joe Prospero, Freddie Highmore, Kate Maberly, Luke Spill, Kelly Macdonald, Ian Hart, Matt Green, Suzy Kewer, Kali Peacock, David Decio, Eileen Essel, Paul Hornsby, Murray McArthur, William Tomlin, Raymond Waring, Tony Way, Paul Whitehouse.

DURATA: 101 '

TRAMA: Londra 1904. L'affermato drammaturgo scozzese James M. Barrie (Johnny Depp) è un genio letterario ma non ne può più dei soliti vecchi temi letterari dei suoi tempi: darà vita alla storia di Peter Pan, il celebre classico di narrativa per ragazzi, rappresentato per la prima volta al Duke of York Theatre. Dopo aver conosciuto la bella vedova Sylvia Llewelyn Davies (Kate Winslet) e i suoi quattro figli, Barrie trova una nuova fonte di ispirazione frequentando la giovane famigliola. Con estremo disappunto da parte di amici e parenti, lo scrittore passa il tempo a inventare scherzi e divertimenti per le storie ambientate in mondi fantastici popolati da fate, pirati, castelli e galeoni, di cui i piccoli Llewelyn Davies sono protagonisti sotto il nome dei "Bambini Perduti dell'Isola che non c'è". Quando lo scrittore decide di portare in scena queste fantastiche avventure, il produttore e la compagnia teatrale mostrano evidenti segni di scetticismo, ma alla fine Barrie riesce a convincere tutti e a portare avanti il nuovo progetto, che, una volta pronto per la sua rappresentazione, cambierà notevolmente la sorte di quanti vi hanno partecipato...

CRITICA a cura di Claudia Scopino: La forza dell'immaginazione. E' questo il tema principale del film diretto da Marc Forster e interpretato da un cast che si avvale dei bravissimi Johnny Depp, Kate Winslet, Dustin Hoffman e Julie Christie. Forster è sicuramente uno dei registi più adatti per questo tipo di progetto, avendo dimostrato di saper caratterizzare con rara umanità e profondità personaggi difficili come la vedova Halle Berry e il solitario Billy Bob Thornton di "Monster's Ball", e di saper donare un'intimità fuori dal comune al complesso rapporto creatosi tra loro. Con Alla Ricera dell'Isola che non c'è - Finding Neverland però Forster ha dovuto spingersi ancora oltre: qui non vi è solamente il dramma familiare e l'amore tra i protagonisti, ma anche una parabola sull'immaginazione visivamente dotata di grande potenza e impatto. La storia racconta infatti la vita dello scrittore James Barrie, uomo insolito tormentato dalle difficoltà letterarie che lo hanno colto ultimamente, e che riesce a superare solo quando conosce la tenera famiglia Davies, composta dalla vedova Sylvia e dai suoi quattro simpaticissimi figli. La felicità che prova nel trascorrere il suo tempo con i suoi nuovi amici lo aiuteranno a comporre il suo capolavoro, Peter Pan. Il racconto segue proprio il processo di ispirazione dello scrittore, e da questo nascono le scene più toccanti e commoventi dell'intero film: con il solo potere della mente, un cane può trasformarsi in orso, un giardino in una nave o nel Far West e una recita teatrale può trasformarsi nell'Isola che non c'è. Alla Ricera dell'Isola che non c'è - Finding Neverland è un ottimo film perché equilibrato nello sviscerare i suoi temi, i punti centrali sono pochi ma esplorati in modo eccellente. Il bisogno di credere e di fuggire, anche solo temporaneamente, dalla realtà opprimente di tutti i giorni è quello che insegna James ai quattro bambini, intristiti dalla perdita del padre e preoccupati per la terribile salute della madre: a volte, quando la realtà si fa troppo dura per continuare a essere felici, può essere sufficiente crearsi un mondo proprio, un mondo fatto di fate, giochi e tanto verde. L'Isola che non c'è è in tutti noi, magica ed eterna, nascosta in un angolo della nostra mente alla quale possiamo ricorrere in tutti i momenti più difficili. Barrie regala a Peter Pan questa grande verità, la facoltà di credere può davvero rendere tutto più semplice, anche la morte, così terribile e devastante, può perdere per qualche minuto la sua forza distruttiva per essere annientata dall'immensa forza della mente e dell'immaginazione. Ma anche l'altro lato di Finding Neverland, quello drammatico che inquadra una situazione familiare davvero complessa, è diretta da Marc Forster con una delicatezza che riesce a rendere estremamente veritieri i rapporti tra i personaggi. Barrie trova rifugio in Sylvia e la sua famiglia, un mondo dove finalmente non ci sono limiti e neanche buone maniere troppo restrittive, ma solo affetto e divertimento. Fondamentalmente è proprio lo scrittore il vero Peter Pan, come d'altronde gli dice lo stesso bambino al quale si è ispirato, un uomo vivace che non ha fretta di crescere e ricorda con nostalgia i momenti più felici, dove l'anima poteva esprimersi senza nessun tipo di limite. Dolcissimo il rapporto che si crea con i bambini, fatto di rispetto e affetto, e assolutamente struggente l'amicizia tra Barrie e Sylvia: l'amore è reciproco ma la situazione familiare di entrambi e la malattia di lei saranno purtroppo un ostacolo insuperabile. Il cast è uno dei migliori visti quest'anno: da due grandissimi attori come Dustin Hoffman (breve ma incisivo) e Julie Christie (splendido il cambio del suo personaggio, scettico di fronte alla fantasia e nell'epilogo la prima ad emozionarsi per Peter Pan) fino ai giovani ma già eccellenti Kate Winslet e Johnny Depp. La prima, alle prese con una parte misurata e quasi sottotono, evita i drammatismi facili e sceglie la via della sfumatura, fatta di piccoli sguardi, lacrime, gesti. Johnny Depp trova con questo film uno dei suoi personaggi più riusciti, evidenziandone tutti i lati, da quello giocoso a quello serio fino a quello di figura paterna. Profondo e commovente, Alla Ricera dell'Isola che non c'è - Finding Neverland è uno dei film più belli a raccontarci il legame tra fantasia e realtà, tra il disincanto dell'età adulta e la freschezza dell'età infantile, tra l'arte e la vita. Barrie non potrebbe scrivere senza la realtà alla quale ispirarsi, ma allo stesso tempo non potrebbe scrivere senza la sua infinita fantasia. Finding Neverland ci insegna una grande cosa, una lezione che spesso gli adulti dimenticano, e che i bambini sempre ricordano: niente è impossibile. Perché l'immaginazione non ha limiti. Claudia Scopino
VOTO: 8

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