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RECENSIONE FILM RATATOUILLE

RATATOUILLEANNO: U.S.A. 2007

GENERE: Animazione

REGIA: Brad Bird

CAST: Patton Oswalt, Brian Dennehy, Brad Garrett, Janeane Garofalo, Ian Holm e Peter O’Toole (VOCI ORIGINALI).

DURATA: 117 '

TRAMA: Il ratto Remy sogna di diventare un grande chef a dispetto delle aspirazioni della sua famiglia e, ovviamente, dell’essere un ratto, in una professione in cui senza dubbio predomina la fobia di questi roditori.
Quando il destino conduce Remy nella città di Parigi, questi scopre di trovarsi esattamente al di sotto di un ristorante reso celebre dal suo mito culinario, Auguste Gusteau.
A dispetto degli evidenti pericoli derivanti dall’essere un improbabile e sicuramente indesiderato ospite della cucina di uno dei più esclusivi ristoranti parigini, Remy si allea inaspettatamente con Linguini, lo sguattero, che inavvertitamente scopre il talento straordinario del ratto.
I due concludono un accordo, innescando una divertente ed emozionante successione di eventi straordinari, che mettono in subbuglio il mondo culinario di Parigi...

GIUDIZIO: Ratatouille, ultima folgorazione della Disney Pixar diretta dal premio Oscar Brad Bird, già regista de Il Gigante di Ferro e Gli Incredibili, raggiunge un livello d'animazione, disegni e cura dei dettagli tale da lasciare senza fiato, stabilendo un nuovo primato nel campo dell'animazione e ambiziosi traguardi futuri da raggiungere per la CGI nelle opere cinematografiche.

Ratatouille risplende in tutti i suoi pixels, dalle zampine dei piccoli topini protagonisti passando per il pelo dei roditori alle espressioni delle facce, dalle movenze più disparate dei personaggi alla naturevolezza dei movimenti umani, dalla straordinaria ed amorevole mimica del topino Remy alla sorprendente riproposizione anatomica dei fianchi di Colette mentre sta in sella alla sua motocicletta: la Pixar non lascia davvero nulla al caso ponendo ancora una volta un abisso grafico tra sè e le altre produzioni nel genere d'animazione.

Immagini, animazioni e musiche stupende non sono tuttavia supportare da un inizio all'altezza: durante la prima parte del cartone animato assistiamo ad un incipit poco fortunato, deludente ed ingeneroso per un'opera Disney Pixar a causa di una scarna presentazione del protagonista e soprattutto per colpa di una vecchina adirata che carica ossessivamente un grosso fucile esplodendo colpi letali, spargendo bossoli di grosso calibro ovunque, continuando a cercare munizioni, sparando all'impazzata quasi con ferocia, distruggendo l'intera casa per poi perseguitare i piccoli topini fino al ruscello, sparando con odio in mezzo alle acque.

Davvero disturbanti le sequenze con la vecchina che spara in mezzo al ruscello facendo esplodere e schizzare moltissimi bossoli nell'aria, si sarebbe potuto raggiungere lo stesso identico scopo narrativo senza utilizzare il fucile come strumento e senza soffermarsi così tanto sulle munizioni, si sarebbe potuto far crollare il soffitto in altro modo, magari facendo precipitare il lampadario ed aprendo una crepa nel vecchio soffitto, la vecchina avrebbe potuto inseguire e cacciare i topi con altri oggetti e metodi, non di certo con un odioso fucile riempiendo lo schermo con tutti quei bossoli.
Scelta creativa assai discutibile, quasi sorprendente in negativo.

Ratatouille nel suo svolgimento si riprende fantasticamente grazie alle peripezie e ai sogni e del topolino Remy e al legame che nascerà con il giovane Linguini all'insegna del senso della vera amicizia, della famiglia e del non rinunciare mai ad essere se stessi.
Il ritmo della pellicola diventa notevole nella seconda parte del cartone, diverte e sorprende con le sue sottotrame, dalla vera identità di Linguini alle rocambolesche storie che vedono protagonisti il buffo chef Skinner, lo staff della cucina di Gusteau ed i topolini della comunità di Remy, su tutti il fratello topone Emile, character divertentissimo e davvero molto riuscito che ci mette il suo nel perorare la bontà del film.

Nonostante il ristretto ambito ed ambiente culinario, Ratatouille è di una bellezza crescente che culmina con l'entrata in scena del character di Anton Ego, fondamentale sia nella storia che nel veicolare l'intimo messaggio del film.

Anton Ego è il protagonista della scena più commovente, l'assaggio della ratatouille di Remy che rievoca dolci sapori e forti emozioni, sempre con Anton Ego godiamo dei dialoghi più brillanti della sceneggiatura che vanno letti non soltanto nella ristretta prospettiva della critica ma anche e soprattutto nel più vasto orizzonte della nostra quotidianità, un sentito messaggio d'amore per il prossimo, un messaggio di fratellanza e rispetto che suggella un bellissimo finale degno delle migliori opere Disney Pixar.
VOTO: 8

 

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