ANNO:
U.S.A. 2004
GENERE:
Thriller
REGIA:
M. Night Shyamalan
CAST: Joaquin Phoenix, Bryce Dallas Howard, William Hurt, Sigourney Weaver, Adrien Brody, Judy Greer, Brendan Gleeson, Michael Pitt, Terry Notary, Joanna Reiner, Liz Stauber, Jayne Atkinson, Frank Collison, Lee Burkett, Jordan Burt, David Foster, Cherry Jones, Celia Weston, Fran Kranz, Jesse Eisenberg, Aaron Fiore.
DURATA:
107 '
TRAMA: A prima vista, questo villaggio del tardo diciannovesimo secolo sembra essere perfetto. La gente vive in armonia, immersa in uno scenario idilliaco. Tuttavia, questa comunità molto unita convive con la spaventosa consapevolezza che i boschi che la circondano sono abitati da strani esseri. L'innocenza del villaggio è minacciata da creature che la gente chiama "creature innominabili"; il terrore che esse suscitano è tale da far si che nessuno abbia il coraggio di avventurarsi nei boschi, oltre i confini del villaggio. Nonostante i consigli degli anziani, il curioso e determinato Lucius Hunt (Joaquin Phoenix) muore dalla voglia di oltrepassare questi confini e ritrovarsi nell'ignoto. Il capo del villaggio, Edward Walker (William Hurt), mette in guardia Lucius rispetto ai pericoli che una simile decisione implicherebbe, e la madre del giovane, Alice Hunt (Sigourney Weaver), lo invita a restare a casa risparmiandosi così la cupidigia e la bramosia presenti nel mondo esterno. L'unica ad avere una forza pari a quella di Lucius è Ivy Walker (Bryce Dallas Howard), una giovane donna cieca bellissima e affascinante, dotata di una saggezza fuori dal comune. La sua natura coraggiosa ed il suo naturale sesto senso vanno ben oltre ciò a cui Lucius è abituato. Oltre a Lucius, anche il malvagio Noah Percy (Adrien Brody) ha un'ammirazione spassionata per Ivy, sebbene questa abbia posto nel suo cuore solo per uno di loro. Il suo amore finirà col condurla su un sentiero proibito lungo il quale verranno rivelate orribili verità. La minacciosa presenza dell'ignoto si trasforma in vero e proprio caos e soltanto il coraggio di un uomo potrà salvare la situazione. La tregua tra il villaggio e le creature è giunta al termine...
CRITICA a
cura di Chiara F.: The Village è un film giocato su un equivoco. Il trailer chiassoso e ipercromatico farebbe pensare ad una sorta di horror allineato agli stilemi USA in voga: cast di semisconosciuti, stile vorticoso e approssimativo delle inquadrature. E invece qui siamo di fronte a una pellicola avvolta nella pienezza iconografica del film in costume, nella quale riconosciamo volti noti deformati dal contesto e dal ruolo insolito, e nel quale la componente orrorifica rimane sospesa e si dirama sulla totalità delle scene, per rivelarsi sotto una luce totalmente diversa già a metà del film. Siamo in un villaggio simbolicamente ingrigito, nel quale il rosso acceso è bandito come segno tradizionale di disastri e sventure, e come potente evocatore delle "creature" del bosco circostante. In realtà la comunità si basa su un segreto conosciuto solo dagli anziani: l'universo anticato e conchiuso del luogo è totalmente fittizio, trattandosi di un ritaglio di mondo precluso, deciso e ideato dall'amarezza di uomini adulti feriti dal vortice cittadino e dalla modernità. E l'equilibrio è destinato ovviamente a incrinarsi, non appena la radice emotiva che permea il mondo dei "giovani" si materializza nel volto scarno e spiritato di Adrien Brody - Noah, che accoltella l'amico Lucius - Joaquin Phoenix spinto dalla gelosia per il suo amore per la cieca Ivy - Bryce Dallas Howard. Forse appare eccessivamente marcata la personificazione di emozioni e vissuti: Noah incarna la follia, la ribellione insensata e ferina che squarcia l'irrealtà velata del villaggio e le sue leggi ipocrite dimostrando l'impossibilità di fuga dal male e l'illusorietà di un luogo immutabile, così come Ivy è lo sguardo "altro", l'occhio sensibile capace di sfidare le paure precostituite e di avventurarsi nel bosco fino al mondo esterno, violando le leggi della decennale messa in scena di un microcosmo posticcio, recintato e muto. Chiara
F. - shadgirlchya@hotmail.com
VOTO:
CRITICA a cura di Lucia Padellaro: Magia od utopia? Questa è la domanda che ci si pone alla fine della visione del film.
Ambientato in un villaggio dalle atmosfere misteriose e popolato da individui aleatori questo film ci regala forti emozioni e grandi sussulti. Ma l'aspetto curioso è che The Village, nonostante la tensione emotiva, non è propriamente un film dell'orrore. Shyamalan sceglie stavolta una soluzione totalmente razionalizzata, la quale va anche a spiegare tutti gli elementi ipoteticamente fantastici presenti; ma in fondo anche i suoi lavori precedenti terminavano con spiegazioni del racconto visto, le quali giungevano a mò di sorpresa finale. Solo che ora siamo nell'ambito della realtà vera e propria, priva di concessione all'ultraterreno ed in cui dell'ignoto tutto viene concretamente rivelato e nulla viene dimenticato nella dimensione astratta.
I protagonisti e i loro segreti ci parlano dell'orrore di oggi, dell'amore, delle paure e fiducia da ritrovare. Un villaggio isolato è il rifugio di una comunità: i bambini non devono conoscere il colore rosso, non devono oltrepassare la linea del bosco, l'intera popolazione è turbata dalle misteriose bestie che popolano la radura dietro di loro, ma...
Dietro a questo "ma" si nascondono segreti a cui non sono dovute risposte e metafore profonde che sveleranno la loro identità solo verso la fine della visione. Tra gli attori due bravissimi William Hurt e Sigourney Weaver grazie ai quali c'è una splendida scena d'amore non vissuto: suggerisce tanto, come il film.
Tutto ciò ne fa un lungometraggio che sicuramente deluderà tutti coloro che sono alla ricerca dello spettacolo emozionante e dell'intrattenimento, ma caratterizzato da un contenuto altamente politico nel quale è impossibile non avvertire una certa influenza post-11 Settembre, oltre a presentare un certo significativo rifiuto del moderno, ci lascia sprofondare in non poche riflessioni prevalentemente umanistiche. Lucia Padellaro - lpadellaro@sauflon.it
VOTO: |